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H. Beuve-Mery
Il giornalismo esiste solo nella misura in cui significa "antipotere".
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Postato da marcello il 9 febbraio 2010

Un bel giorno un40851_1_266x1983 poliziotto diviene commissario. Poi si stanca e decide di passare saltando in un solo balzo alla carriera di magistrato. Poi, da vita alla più grande inchiesta che coinvolge e distrugge i maggiori partiti politici italiani. Craxi, Forlani, Altissimo e altri grandi leader, molto potenti, vengono letteralmente spazzati via dalla politica, assieme ad un elevato numero di dirigenti e manager - privati e di stato. Era il 1992. Poco dopo, Di pietro esce dalla magistratura per buttarsi in politica con il centrosinistra, lasciandosi dietro un processo per corruzione da cui viene prosciolto. Achille Ochetto (ex PCI) sarebbe andato direttamente al governo e gli sarebbe stata consegnata la guida del paese. Con igli altri partiti distrutti  dalla vicenda giudiziaria, sarebbe stato un gioco da ragazzi. Infine fonda un partito che riessce a prendere quasi il 10%. Come non pensare ad un complotto? E , strano ma vero, ma l’ idea complottista prende sempre più forma. Chi è dunque Antonio Di Pietro? Molti se lo saranno domandato. Oggi, finalmente, le foto che lo inchiodano esistono. Sono quattro, scattate il 15 dicembre del 1992 con il futuro leader di Italia dei valori seduto a tavola, durante una cena conviviale in una caserma dei carabinieri, fra alcuni ufficiali arruolati nei servizi segreti, uno 007 eccellente come Bruno Contrada e un altro James Bond vicino alla Cia, arrivato da Washington per una targa ricordo della famosa «Kroll Secret Service» all’ospite d’onore, appunto Di Pietro. Solo una cena. Niente di male, come ha già fatto sapere lo stesso Contrada attraverso il suo avvocato. Solo una occasionale e innocua chiacchierata prenatalizia fra amici e colleghi, fra investigatori e soltanto un magistrato. Una cena immortalata da una macchina fotografica senza pretese che salta fuori giusto per un ricordo, appena qualche scatto, dodici per l’esattezza, come si accerterà nove giorni dopo, quando tutti si preoccupano e a tutti fanno giurare di bruciare ogni copia.

Tante le telefonate incrociate quel maledetto giorno, il 24 dicembre del 1992. Il giorno dell’arresto di Bruno Contrada, allora numero 3 del Sisde, funzionario sotto mira dei colleghi di Paolo Borsellino sin dalla strage di via D’Amelio, cinque mesi prima. E scatta una gara a farle sparire. Ognuno assicura che lo farà. Forse per evitare di ritrovarsi un giorno davanti al funzionario mascariato dalle rivelazioni di alcuni pentiti come Gaspare Mutolo, scagliatosi in ottobre contro ‘u dutturi e contro Domenico Signorino, pm con Giuseppe Ayala al primo maxi processo. Un giudice antimafia nelle mani dei Riccobono, secondo i primi scoop. Seguiti dal suicidio di Signorino, il 3 dicembre. Un drammatico evento del quale non si può non parlare alla cena organizzata con i vertici dei Servizi nella caserma del comando Legione di via In Selci dal capo del reparto operativo dei carabinieri di Roma, Tommaso Vitagliano, allora colonnello, oggi generale di brigata. Ma le storiacce di mafia non sono l’unico argomento di conversazione perché quel 15 dicembre, a metà giornata, l’Ansa ha ufficializzato con un dispaccio l’avviso di garanzia contro Bettino Craxi per concorso in corruzione, ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. È il provvedimento firmato con Saverio Borrelli e gli altri colleghi del pool di Milano proprio da Tonino Di Pietro la sera precedente, il 14. E, ventiquattro ore dopo, il giudice per il quale mezza Italia ormai tifa sta lì a tavola, Contrada seduto accanto a lui, l’agente americano pronto con la targa premio.

IL COLPO - Se la storia non fosse rimasta top secret per 17 anni forse qualche domanda, anche fra gli stessi sostenitori di Di Pietro, sarebbe stata posta prima. Avvertì Di Pietro di quelle curiose coincidenze i suoi colleghi? Se lo chiede anche chi adesso tira fuori le foto considerate tessere di un mosaico chiamato «Il ‘colpo’ allo Stato», per dirla col titolo di un libro quasi ultimato da un ex amico sganciatosi da Di Pietro, l’avvocato Mario Di Domenico, cultore di statuti medievali e, guarda un po’, cooptato dieci anni fa dal magistrato per redigere proprio lo Statuto di Italia dei valori. Un’amicizia clamorosamente interrotta. Come quella di Di Pietro con Elio Veltri, oggi in sintonia con Di Domenico. Al di là dei rancori che spaccano il micro mondo dell’Italia dei valori, adesso le foto che il Corriere pubblica oggi e quelle che si troveranno nel libro edito da Koinè stimolano qualche riflessione. Al di là di impropri retro pensieri sul versante «americano», Di Pietro non avrebbe informato di quella cena con Bruno Contrada né i suoi colleghi del pool di Milano né i magistrati di Palermo che il 24 dicembre disposero l’arresto. Anzi, quel giorno scatta la caccia alle foto per distruggerle.

Vivono tutti un forte imbarazzo e si affanna soprattutto Francesco D’Agostino, il maggiore dei carabinieri che accompagna Di Pietro alla cena, e che in una istantanea compare di fronte a Contrada, a sua volta seduto vicino a Di Pietro. Provando a soffocare le prime voci sulle foto da una manina salvate, adesso l’ex magistrato ricorda di avere incontrato lì per caso Contrada. E forse lo stesso dirà D’Agostino, l’ufficiale soprannominato «El tigre», amico e frequentatore del banchiere italo-svizzero Pier Francesco Pacini Battaglia che uscì indenne dagli interrogatori avvenuti prima delle scenografiche dimissioni di Di Pietro. Con soddisfazione del maggiore, in seguito al centro di un discusso prestito di 700 milioni elargito dallo stesso Pacini Battaglia. Quel 15 dicembre del 1992 D’Agostino è un fidatissimo collaboratore per Di Pietro. E con lui va alla cena romana lasciando tornare a Milano da solo Gherardo Colombo, dopo la notte dell’avviso e dopo avere trascorso insieme la mattina a Roma, al Csm, per un convegno. Di Pietro è così l’unico magistrato presente al vertice enogastronomico con gli alti gradi dei Servizi e con l’«americano» Rocco Mario Modiati, a tutti presentato come il responsabile della cosiddetta «Cia di Wall Street», la Kroll, la più grande organizzazione di investigazione d’affari del mondo fondata nel ’72 da Jules Kroll, tremila dipendenti fissi, una quantità di collaboratori, corsia preferenziale per chi arriva da Cia e altri servizi, Mossad compreso, uffici in 60 città di 35 Paesi, stando anche a una inchiesta pubblicata dal New Yorker il 19 ottobre scorso.

LA BUFALA - Manca la foto con la consegna della targa premio. E forse serve a poco interrogarsi sull’impatto che tutte avrebbero potuto avere nel pieno e nella piena di Mani pulite. Anche nelle scelte degli stessi colleghi di Di Pietro e di Borrelli che «avrebbe potuto cambiare mano nella guida delle inchieste», come teorizza Di Domenico. Oggi Contrada è il primo a minimizzare il peso dell’incontro, parlando attraverso il suo avvocato Giuseppe Lipera, tappato com’è ai domiciliari per motivi di salute: «Un incontro casuale e cordiale. “Siamo quasi colleghi perché anch’io sono stato per il passato funzionario di polizia”, mi disse Di Pietro quando capì chi ero…». Molti considerano inattendibile Contrada per definizione. Altri sono certi di un errore giudiziario a suo carico. Ma il punto non è questo. Bisognerebbe semmai capire perché di quell’incontro non si sia fatto mai cenno successivamente e perché l’evidente imbarazzo portò tutti a cercare di far sparire le foto, anche se lo stesso Contrada dice di possederne una copia e altri le hanno conservate.

Di Pietro, davanti a sospetti o insinuazioni, passa al contrattacco, inserendo qualche errore fra i suoi ricordi: «Si vuol fare credere, attraverso un dossier di 12 foto mie con Mori, Contrada e funzionari dei servizi segreti, che io sia o sia stato al soldo dei servizi segreti deviati e della Cia per abbattere la Prima Repubblica perché così volevano gli americani e la mafia». Una citazione errata quella di Mori, estraneo alla cena derubricata da Di Pietro al rango di «bufala o trappola»: «Soltanto menti malate possono pensare che ho fatto quel che ho fatto per una spy story e non come umile manovale dello Stato, che quando faceva il muro cercava di farlo dritto». Ma non basta per convincere Bobo Craxi, da tempo interessato a scavare sull’ipotesi dell’aggancio americano: «Una teoria che sarebbe verosimile perché dopo l’89 c’erano interessi internazionali a cambiare il quadro europeo».

ANNOZERO - Le foto documentano solo una cena. Ma è anche vero che il ruolo di Contrada era già discusso e che non sfuggiva a Di Pietro il quadro insidioso dei misteri legati alla strage di via D’Amelio. Dopo 17 anni è stato lui l’8 ottobre scorso a rivelare durante una puntata di Annozero, presente Massimo Ciancimino, di essere stato informato alcuni giorni prima della strage di una relazione dei Ros su un attentato preparato contro lo stesso magistrato e contro Paolo Borsellino. Con una differenza. Che a Borsellino la nota fu inviata per posta e mai recapitata. Mentre a lui fu consegnato un passaporto con nome di copertura, Mario Canale, per rifugiarsi all’estero. Come fece andando in vacanza con la moglie in Costa Rica, ma lasciando i figli a casa. Per chi indaga da vent’anni sui pasticci italiani è scontato cercare di mettere a fuoco la controffensiva di potentati allarmati dall’eventualità di un incrocio fra le inchieste di Palermo e Milano sui grandi affari. Proprio quel che rischiava di accadere dal febbraio ’92 in poi, con Falcone e Borsellino vivi e con il pool di Milano al lavoro. Da qui l’importanza di quella minaccia della mafia su Di Pietro e Borsellino insieme. Eppure, anche la storia della fuga del «Signor Canale» è venuta fuori solo a 17 anni di distanza.

Sull’asse Milano-Palermo si incrocia una cronologia parallela da vertigine. E ogni volta salta fuori anche il nome di Contrada che alcuni considerano un mostro, a cominciare da un fan di Di Pietro come Salvatore Borsellino, il fratello del giudice ucciso in via D’Amelio: «Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso considero io. Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada “Solo a fare il nome di quell’uomo si può morire”». Posizione oggi ufficialmente condivisa da Di Pietro, stando a quel «finalmente condannato» che lanciò nel suo blog il 19 luglio di due anni fa. Parole che stridono per i suoi ex amici più che con la cena con i silenzi successivi. D’altronde per il pool di Palermo, diffidente nei confronti del capo, Piero Giammanco, e in attesa di Giancarlo Caselli, arrivato il 15 gennaio ’93, è una estate infuocata quella del ‘92.

UN VORTICE - Il 12 settembre, vengono estradati dal Venezuela i fratelli Cuntrera, il 17 viene ucciso a Palermo Ignazio Salvo, il 15 ottobre a Catania il giudice Felice Lima fa arrestare 22 persone fra imprenditori, politici, progettisti coinvolti dal geometra Giuseppe Li Pera e il 4 novembre tuona il pentito Giuseppe Marchese su Contrada accusandolo di aver avvisato Totò Riina prima di una perquisizione nella villa-covo di Borgo Molara, rivelazione preceduta dagli strali di Gaspare Mutolo contro il dirigente del Sisde e il giudice Signorino. In quei giorni Di Pietro non lavora solo su Craxi, ma anche sulle storie siciliane. Segue l’asse appalti-mafia come farà nei mesi successivi andando a trovare con l’allora capitano Giuseppe De Donno a Rebibbia «don» Vito Ciancimino. Un incontro che sarà poi dimenticato. Fatti senza seguito. Fino ad arrivare alla deposizione dello stesso Di Pietro, il 21 aprile 1999, davanti ai giudici del «Borsellino ter» ai quali ricorderà di avere collaborato con Paolo Borsellino fino alla morte di Falcone e di «avere interrotto il rapporto con la Sicilia» (argomento mafia-appalti) dopo la bomba di via D’Amelio «perché non mi ritrovavo nel metodo d’indagine degli altri magistrati». Gli stessi ignari di foto e incontri eccellenti.

Postato da marcello il 15 gennaio 2010

“Porco di un …”. Ed è subito scandalo! Su internet circola un video nel quale Emma Bonino bestemmia in faccia a Daniele Capezzone, ex radicale e attuale portavoce del Pdl. Una scena agghiacciante, terribile. Un caso che esplode a due mesi e mezzo dalle elezioni regionali nel Lazio. La vicepresidente del Senato è candidato al ruolo di Governatore contro Renata Polverini e ha appena ricevuto il pieno sostegno del Partito Democratico e di Pier Luigi Bersani.

La bestemmia choc irrompe quindi nella campagna elettorale e rischia di provocare un terremoto politico. Che cosa penseranno i cattolici del Pd - ex Margherita e non solo - della loro candidata? Certamente questo video non piacerà affatto a moltissimi esponenti democratici. Già Paola Binetti ha quasi entrambi i piedi fuori dal partitoFioroni e Castagnetti non hanno digerito la scelta del segretario. Ora arriva anche il “porco di un …” a mettere a rischio il sostegno dei cattolici alla leader radicale. Uno scivolone che rischia dispianare la strada alla numero uno dell’Ugl

Postato da marcello il 8 gennaio 2010

Lo ha annunciato il segretario nazionale Cesa

Fotografia Nel Lazio l\VITERBO - L’Udc appoggerà la candidata del Pdl, Renata Polverini, alle elezioni regionali del prossimo marzo. Ad annunciarlo è stato il segretario nazionale Lorenzo Cesa, nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’Udc a Roma, che ha detto di “stipulare un patto con Renata Polverini e non con i partiti della sua coalizione”.

“Con lei condividiamo la scelta di alcuni valori come il quoziente familiare, la difesa della vita e una visione comune su alcune questioni etiche”, ha aggiunto Cesa, che non nasconde il fatto che l’annuncio della candidatura di Emma Bonino e le titubanze del Pd abbiano inciso.

Questa scelta mischia le carte anche nella Provincia di Viterbo, dove pare altamente improbabile che si possa giungere ad un accordo fra il partito di centro ed il PD, come invece ampiamente annunciato nei giorni scorsi.

Una canidatura centrista alla presidenza di Palazzo Gentili potrebbe arrivare, perciò, sul versante opposto, quello del centrodestra: anche in questo caso il nome più probabile sembra essere quello di Gianmaria Santucci.

Intanto, al livello nazionale, anche l’Idv incalza: “il Pd deve decidere, altrimenti andremo da soli in tutte le regioni”, fa sapere Antonio Di Pietro.

Postato da Riccardo il 11 luglio 2009

www.myspace.com/cominottodj
www.myspace.com/cominottodj

Tra i tanti protagonisti della scena musicale alternativa tecnologica spicca la figura di un dj e producer da sempre precursore e portavoce di nuovi stili e sonorità, un artista considerato univocamente da tutti un “Mostro Sacro”
Mi pregio di presentarlo con una sorta di intervista autobiografica nella quale ci parla di se e della sua musica.
Signore e Signori… Massimo Cominotto!!

Il 1964, l’anno della formazione dei the Wailers e di un Bob Marley ancora sconosciuto, è l’anno delle olimpiadi di Tokyo, l’anno di esordio di una band che ho sempre amato, i Rolling Stones, che da bambino cattivo ho sempre preferito ai Beatles, sono nato in questo anno del secolo scorso e non potevo ancora sapere quanto la musica fosse destinata ad essere tanto importante nella mia vita. Ho iniziato negli anni ‘80 come chitarrista in un gruppo psyco - garage/punk. Alterno una vecchia Stratocaster a un basso Fender Precision 4 corde, suonare è una parola grossa, diciamo che mi limito ad urlare in un microfono e a grattare su delle corde. Il resto lo fa un distorsore perennemente aperto al massimo e un’amplificazione Marshall valvolare a cui tiro il collo. Siamo in quattro e campiamo suonando cover dei Ramones e Sex Pistols in qualche birreria. L’aria di novità arriva con la prima strumentazione elettronica e ascoltando i Devo la folgorazione è insostenibile…Moog e chitarre distorte ci fanno notare e per un certo periodo apriamo concerti a band più famose ed importanti come i Decibel di Ruggeri, Camerini e i Crisma. L’esperienza è durata sino a che ho cominciato a frequentare il Plastic di Milano. Mi piaceva l’atmosfera e le selezioni musicali di Nicola Guiducci pronte a saltare da un disco jazz a un punkettone degno della mia cresta. Il Plastic a Milano negli anni 80 vuol dire Andy Warhol e Keith Haring, Grace Jones sino ad una sera memorabile dove mi sono trovato a parlare del più e del meno con Iggy Pop. Accantonata momentaneamente la Fender, ho cominciato a suonare dischi in diversi locali, sino a diventare resident nei piu’ importanti After italiani come Exogroove, Syncopate, The west, Love in tour, Gatto e la volpe. L’onda del successo mi ha portato a suonare nei club più importanti in Italia e all’estero, Area City, Cellophane, Teatriz, Pacha, Amnesia, Cubik, Plasmaphobia, Alter ego, Mazoom, Cocoricò, Peter pan…insomma, ovunque valesse la pena proporre la mia musica. Certo la precedente vita di musicista alternativo ed una credibilità acquisita tra concerti strampalati e risse con gruppi Dark del periodo hanno contribuito notevolmente ad affermare il mio personaggio irriverente e molto iconografico. Per tutti gli anni ’90 grazie ai frequenti viaggi a Londra e Berlino sono stato il principale importatore di suono techno minimale.
Ricordo il quartiere turco e Hard Wax la mecca della musica Detroit che ancora oggi tanto mi appassiona attraverso il lavori di Derrick May, Juan Atkins e Kevin Saunderson. All’attivo ho un centinaio di mix pubblicati sulle etichette discografiche più famose dalla BXR alla Cellophane Records, produzioni che mi hanno visto ai vertici delle classifiche musicali in tutta Europa
Ho lavorato per network radiofonici come Italia Network, Rai Stereo Notte, Radio Capital… e televisivi Match Music, Crazy Dance,ecc. da anni scrivo per riviste di settore Trend, Stardance, Tuttodiscoteca, Discoid. Ancora in collaborazione con MTV Italia e Ministry of Sound sono in tournee con il MOVIDA CORONA TOUR per i migliori club house italiani. E’ in fase di ultimazione il mio nuovo album dove al punk si fonde elettronica valvolare, tutto in collaborazione con un esercito di musicisti, amici di sempre. Lunga vita al r’n'r…quindi, perchè qui si può davvero parlare di cultura nella musica, non certo la bolla di sapone che invece ha rappresentato una certa house music. A livello discografico sono attivo anche sul versante elettronico e a breve oltre a Real Selecta 7 compilation (edita da Self) che raccoglie lavori di colleghi italiani, uscirà tra breve una traccia progressive.
Ora che per quasi trent’anni ho attraversato questo grande circo credo che si stia chiudendo l’era dei grandi club, dei dj che ancora facevano tendenza selezionando musica. Tutto si trasforma ma spero davvero che in qualche modo ritornino i tempi in cui i grandi club vedevano alternarsi alla propria consolle artisti veri capaci di emozionare ed emozionarsi, e mi auguro che i nuovi djs sappiano fare e proporre musica e non scimmiottare il vecchio utilizzando computers e programmi che mettono a tempo automaticamente musica prodotta da altri, che è a sua volta campionata da altre vecchie hit.
Repetita Iuvant?
Ricky D

Postato da marcello il 26 giugno 2009

E’ morto ieri nella sua abitazione di Los Angeles. Quando è Arrivato in ospedale il cuore di Michael Jackson, già non batteva più, aveva avuto un attacco cardiaco, i paramedici non sono riusciti a rianimarlo con il massaggio cardiaco.

Il fratello, Ransy, ha parlato di un collasso in casa. La tesi più probabile è un infarto anche se l’ospedale UCLA non ha ancora dato conferme.

Dopo poche ore già molte persone si erano raggruppate davanti all’abitazione, all’ospedale e affollavano Times Square a New York . La CNN ha fermato la programmazione per dedicare l’intera serata al divo americano scomparso. Il conduttore Wolf Blitzer ha affermato che «per gli Stati Uniti e’ una notizia molto triste che lascia tutti scioccati».

Per tutte le persone intervistate sia a New York che a Los Angeles, Jackson «era un genio. Un’icona della pop music. Un simbolo americano

Postato da marcello il 23 giugno 2009

Venerdì 26 giugno 2009, Roma ospiterà uno degli eventi musicali più attesi della stagione estiva…
Per la prima volta a Roma si esibirà, dal vivo, Tijs Michiel Verwest, conosciuto in tutto il mondo come Dj Tiësto. Per questo live in concert del Dj numero uno al mondo è stato scelto lo Spazio Roma, location di oltre 6000 mq, open air, con un palco di 300 mq pronto per l’allestimento di uno dei live più spettacolari al mondo. I live di Tiesto, oltre che per la loro durata “estrema”, sono rinomati per la componente scenica di grande impatto.

Tiesto infatti per la sua prima esibizione a Roma, suonerà all’interno di un’enorme consolle circolare con i raggi costituti da luci al neon, affiancata da diversi megaschermi ed effetti laser! Tiësto è universalmente considerato uno dei migliori produttori e dj del mondo. Un artista capace di realizzare live oceanici che riescono a raccogliere fino a 250.000 persone, come accadde nel 2007 in occasione di una sua esibizione sulla spiaggia di Ipanema di Rio De Janeiro.
Tiësto nome d’arte di Tijs Michiel Verwest nasce in Olanda precisamente a Breda il17 gennaio 1969.Tiësto ha la prima esperienza nel mondo della musica all’età di 16 anni. Lentamente perfeziona la sua miscela di house beat e bass-heavy grooves, sviluppando un sound completamente differente dalle melodie della maggior parte dei dj olandesi dell’epoca. L’attenzione di una prima casa discografica ricade su di lui e Tiesto produce la sua prima serie di cd mix dal titolo Forbidden Paradise. Verso la metà degli anni 90, inizia a produrre musica trance e due anni dopo, nel 1997, fonda insieme a Arny Bink la casa discografica Black Hole Recordings. Proprio la Black Hole Recordings e la Magik Muzik saranno le case discografiche che renderanno Tiësto popolare nell’ambiente della musica trance.
Alla fine degli anni 90 Tiësto partecipa al primo ID&T Innercity party e nel 2000 suona per ben 6 ore al “Tiësto Solo”. Nel 2003 si esibisce davanti a 25.000 persone all’Arnhem’s Gelredome, si tratta della prima volta che un dj e non un artista pop, si esibisce di fronte ad un pubblico così vasto all’interno di uno stadio. L’evento viene registrato e pubblicato su un DVD intitolato Tiësto In Concert, che otterà un DVD d’oro.L’evento porta a Tiësto una grande popolarità e viene ripetuto l’anno successivo per due notti consecutive nell’ottobre del 2004 registrando oltre 70.000 venduti la prima serata e 20.000 nella tappa successiva in Belgio. Tiësto In Concert registra 10.000 spettatori anche a Los Angeles. Nel 2002 Tiësto viene nominato dalla rivista DJ Magazine miglior DJ al mondo, nomina che sarà ripetuta anche nei due anni seguenti. Nel 2004 viene scelto per suonare durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Atene 2004 accompagnando con la sua musica arrangiata alla console la parata degli atleti di fronte a una platea di oltre 70.000 persone ed al pubblico televisivo di tutto il mondo.
Nell’aprile del 2006 si esibisce davanti a oltre 250.000 persone al Museumplein di Amsterdam e nello stesso anno suona alla Loveparade che ha contato circa 1.200.000 persone.
L’album Elements of Life, che in Olanda è diventato disco d’oro lo stesso giorno della pubblicazione, è stato consacrato come il più venduto degli album di musica elettronica di sempre dalla rivista statunitense Billboard, ottenendo anche una nomination ai Grammy Award. Segue un concerto mondiale Elements of Life tour che parte dal Belgio e porta il DJ fino in Libano. Nel marzo 2008, viene pubblicato il DVD Tiësto: Elements Of Life DVD, in cui oltre allo show, viene inserito anche un documentario che racconta il tour.
Per i giochi olimpici di Pechino 2008, in collaborazione con Coca Cola, Tiësto ha composto Global Harmony, colonna sonora della cerimonia d’apertura delle olimpiadi.
Nel marzo ‘09 sono stati resi pubblici i risultati degli IDMA 2009, ossia la 24esima edizione degli International Dance Music Awards: Tiësto, presente nelle nomination di 5 gategorie, ne ha vinte ben 4: Best Global DJ (miglior dj al mondo), Best Full Length DJ Mix (miglior compilation in sequenza mixata) grazie al suo ISOS vol.7), Best Podcast (miglior podcast) con il suo Tiësto’s Club Life e Best Artist Solo (miglior artista solista). Era in nomination anche come miglior dj europeo. Solo Armin Van Buuren è stato in grado di eguagliarlo vincendo anche lui 4 categorie.
Dj Tiësto, si esibirà nel suo Live in Concert dalle ore 21.
Ricky D

Postato da marcello il 23 giugno 2009

Wilhelm Reich nasce nel 1897. Noto allievo di Sigmund Freud, con il quale lavorò a stretto contatto durante i primi anni della sua carriera universitaria e di cui divenne uno degli assistenti. Esercitò a Vienna la professione di psicologo per svariati anni, fu un ricercatore molto attivo e il suo contributo ai frequenti seminari a cui partecipava lo stesso Freud lo rese per diverso tempo un terapeuta conosciuto e stimato nel nascente settore della psicologia.

Con gli anni e l’accumularsi di insuccessi terapeutici, propri e dei colleghi, Reich ritenne che la “miseria terapeutica” (come la definisce letteralmente egli stesso nei suoi libri) fosse dovuta al fatto che le teorie di Freud fossero prive della formulazione di un’eziologia plausibile e riscontrabile. Di conseguenza nel 1942[2] ipotizzò che le malattie psichiche avessero un’eziologia “energetica” e che a questa energia (l’orgone) fossero collegati la sessualità e l’orgasmo.

Reich ipotizzò inoltre che esistesse un dualismo tra materia ed energia e concepì l’orgone come un’energia basilare che avrebbe permeato l’universo: di conseguenza ritenne la sua teoria funzionalmente applicabile anche ad altri ambiti oltre che a quello psicologico, quali ad esempio la meteorologia e l’astronomia. Ritenne inoltre che le teorie da lui formulate fornissero una risposta logica a importanti quesiti, quali una definizione scientifica della vita che permettesse di distinguere nettamente tra “animato” e “inanimato”.

Nei libri di Reich sono descritti in maniera dettagliata gli esperimenti svolti e i risultati ottenuti, in base ai quali le teorie sull’orgone rivoluzionerebbero una buona parte delle teorie tuttora ritenute valide e basilari, come ad esempio le leggi della gravitazione universale. Il mondo accademico non ha ritenuto attendibili le teorie di Reich, ma ricercatori indipendenti in diversi paesi, a diversi livelli di preparazione scientifica, affermano di continuare il lavoro di Reich e i sostenitori della teoria ritengono che per poter trarre conclusioni certe sarebbe necessario ancora molto lavoro scientifico e che l’eventuale prova dell’esistenza dell’orgone richiederebbe inoltre una profonda modificazione culturale per le sue implicazioni sociali, morali e scientifiche.

Postato da marcello il 23 giugno 2009

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Con un comunicatro satampa congiunto, la FILCA CISL e la FILLEA CGIL di Roma lanciano un allarme sulle reali condizioni finanziarie e di prospettiva occupazionale dell’azienda “Paolo Bolici” di Anzio-Lavinio. L’azienda è specializzata in rifacimenti d’interni di navi da crociera e alberghi, impegnata su tutti i mercati internazionali, che impiega circa 100 dipendenti.

“Siamo molto preoccupati di ciò che sta accadendo o potrebbe accadere all’azienda, dopo che da alcuni mesi la stessa azienda ritarda di settimane, senza giustificazioni, il pagamento degli stipendi”e ci risulterebbero anche dei ritardi nei versamenti dovuti ai fondi previdenziali integrativi.”

“L’azienda si rifiuta d’incontrare le organizzazioni sindacali per aprire una trattativa relativa al contratto collettivo aziendale, vista anche la richiesta
avanzata dalle strutture sindacali nazionali. Oramai sono circa 5 mesi che l’azienda paga con considerevole ritardo gli stipendi ai propri dipendenti ed evita di rispettare gli accordi sottoscritti, relativi al pagamento degli straordinari effettuati dai propri dipendenti.

Sono oramai oltre 15 giorni che abbiamo chiesto un urgente incontro alla proprietà, per verificare i problemi finanziari, se essi esistono e quali sono le attuali condizioni del portafoglio ordini.
Ad oggi non abbiamo ricevuto risposte, visto che nell’unico incontro che eravamo riusciti ad ottenere precedentemente e che aveva come oggetto di discussione proprio il ritardo nel pagamento degli stipendi, la proprietà, nella persona di Paolo Bolici, ci aveva assicurato che quello era stato un problema transitorio, non dovuto a problemi economici, ma dovuto esclusivamente alla sua assenza, e che non si sarebbe
ripetuto. Purtroppo così non è, la situazione perdura ormai da troppo tempo. Da questo nasce la nostra grande preoccupazione sulla tenuta finanziaria e lavorativa di questa Azienda.
I lavoratori e le organizzazioni sindacali che li rappresentano hanno il diritto di conoscere le reali condizioni aziendali e essere rassicurati in merito al pagamento dei prossimi stipendi e per la conservazione del proprio posto di lavoro”.

Postato da marcello il 14 giugno 2009

L’Unci Pesca esprime soddisfazione per le rassicurazioni espresse dal Commissario Europeo alla pesca Joe Borg al Sottosegretario con delega alla Pesca, Antonio Buonfiglio, che esclude ogni eventuale chiusura anticipata della campagna di pesca tonno rosso 2009.

L’Attività di pesca del tonno rosso iniziata il 15 aprile scorso potrà quindi continuare regolarmente fino alla data stabilita del 15 giugno. L’Unci Pesca plaude, inoltre, anche alla possibilità offerta alle imprese di pesca impegnate nella campagna 2009 di poter recuperare le giornate di cattivo tempo, fino ad un massimo di cinque giorni, entro il 20 giugno. Le modalità di richiesta dovranno essere inoltrate alla Direzione Generale della Pesca, corredate della relativa documentazione, così come stabilito dalla circolare ministeriale.

La flotta italiana, infatti, ha fortemente risentito del maltempo dei giorni scorsi, tanto che nella scorsa settimana era stato raggiunto solo il 15 % della quota di cattura nazionale di tonno rosso.

L’Unci Pesca infine sollecita il sottosegretario Buonfiglio a scongiurare il rischio di penalizzazione a carico delle imbarcazioni che pur avendo richiesto, ai sensi del regolamento 302/2009, l’attività di pesca congiunta per sbarco di pesce nei porti autorizzati, in assenza di un effettivo divieto, hanno svolto tale attività e solo in un secondo momento sono stati fermati e sanzionati.

Grazie all’iniziativa del Sottosegretario Buonfiglio e della Direzione Generale della Pesca del Ministero delle Politiche Agricole è stata scongiurata una scelta che avrebbe provocato gravi danni, soprattutto in una situazione di crisi economica come quella attuale, a carico di imprese e famiglie di pescatori del comparto.

La redazione

Postato da marcello il 4 giugno 2009

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